Bar e ristoranti: 7 consigli per non farsi atterrare dal Coronavirus

Vietato ritrovarsi in luoghi potenzialmente affollati, vietato riunirsi in chiesa per pregare, vietato accedere ad esercizi pubblici , vietato andare a teatro e al cinema, vietato andare a scuola. In questo clima di divieti hanno vissuto nelle ultime settimane soprattutto le Regioni del Nord. Ovvio che a risentire di più e per primi di questo clima surreale, sono state e sono tuttora, le attività a diretto contatto con il pubblico e a cascata i loro fornitori.

Pesanti sono gli impatti sulle imprese del turismo e della ristorazione a seguito dei recenti sviluppi legati alla diffusione del Coronavirus in Italia. Senza entrare nel merito dell’adeguatezza delle misure prese, di certo gli operatori hanno vissuto due disagi; quello di una comunicazione poco chiara che alimenta incertezze e paure e quello della mancanza di misure immediate e chiare di sostegno.

La situazione cambia di settimana in settimana, in alcune Regioni le scuole sono chiuse, i locali aperti….ma bisogna mantenere le distanze,  al di là delle ordinanza, si vive, in tutte le zone, un clima agghiacciante di incertezza e paura, in cui non c’è voglia di spendere ed è azzerata la voglia di socialità.


Come hanno reagito in questo periodo bar e ristoranti delle zone maggiormente colpite? E come possiamo riprendere al meglio la nostra normale attività limitando i danni economici che il coronavirus porterà con sè?

  1. IL “CASO” MILANO

Milano sospesa per tentare di arginare l’epidemia di Covid 19 che sta colpendo tutto il Nord Italia e in particolare la Lombardia, ma mai ferma. Se non era possibile restare uniti in modo fisico — le misure dell’ordinanza, ora alleggerite, hanno chiuso scuole, palestre e locali per tutta la settimana — cittadini e non si sono ritrovati vicini perlomeno nel mondo virtuale. E la bandiera di solidarietà è stata tradotta con un hashtag: #Milanononsiferma. La diffusione virale — nel momento in cui scriviamo è stato usato per oltre 3.000 post su Instagram ed è tra le tendenze su Twitter — è stata originata dalle mani del sindaco Beppe Sala. Che nella mattinata del 27 febbraio ha condiviso sui suoi profili un video che racconta della resilienza dei milanesi, della loro voglia di andare avanti e di non fermarsi mai. Nel giro di cinque ore è stato visto — solo sulla sua pagina — da oltre 200mila persone. E sta facendo il giro dei social.

Gli altri hashtag

E Milano prova anche in questo caso a traghettare l’Italia fuori dalla crisi. Da #Milanononsiferma si è passati a #litalianonsiferma. E c’è invece chi ha provato in questi giorni a radunare anche coloro che cercano di smorzare la tensione con un po’ d’ironia. Molto utilizzato, soprattutto su Twitter, è stato l’hashtag #cineAmuchina, che strappava una risata con foto che descrivevano l’affannosa ricerca del gel igienizzante per le mani in ogni negozio della città. E per chi volesse continuare sulla strada dell’ironia, ci si mette anche il Milanese Imbruttito che ai suoi fan fa notare i lati positivi della Milano semi-vuota che si difende dal coronavirus: «La circonvalla si fa in 20 minuti».

Oltre che virtuale,però, il network è stato anche reale. Oltre 60 ristoranti e bar, si sono, riuniti in tempi record in un’associazione spontanea chiamata “Unione dei brand della ristorazione italiana”. Lo scopo è supportare economicamente e psicologicamente volontari e operatori. Nel momento di massima difficoltà, si costruiscono relazioni e si creano opportunità, come succede sempre in una città comunque dinamica e proattiva.

Cos’altro si piò fare per i nostri bar e ristoranti?

Ecco alcuni consigli che, in quanto imprenditori sul mercato da tanti anni, ci sentiamo di darti:

2. COMUNICA BENE CHE LA TUA ATTIVITA’ E’ OPERATIVA.

Utilizza tutti i canali che hai per far capire che siete aperti, sopperisci alla mancanza di chiarezza delle ordinanze che si susseguono! Metti cartelli ben visibili, ricordando eventuali limitazioni e la presenza di misure precauzionali.

Chiedi aiuto ai tuoi stessi clienti che magari tramite social possono contribuire ad inviare messaggi positivi mentre sono nel tuo locale

3. COMUNICA ANCHE CON I TUOI DIPENDENTI.

Anche loro avranno paura, dobbiamo più che mai motivarli e rassicurarli condividendo con loro le linee guida comportamentali che arrivano dagli organi preposti o che ci diamo noi internamente

4. PROPONI OFFERTE O APPROFITTA PER LANCIARE NUOVI PRODOTTI.

Vinci le resistenze facendo una promozione sui prodotti che sai che vengono maggiormente richiesti. Ridurre i margini non va mai bene, ma piuttosto che lasciare il fatturato a zero…

Oppure approfitta per stupire tutti con nuovi piatti, nuovi cocktail, nuovi menù.

Ovviamente noi di CGM sapremo come ispirarti, in fatto di novità non ci batte nessuno!

5. E’ IL MOMENTO DI PROVARE IL FOOD DELIVERY

Se proprio non ne vogliono sapere di uscire di casa è ora di provare se non lo hai già fatto, con le consegne a domicilio. Come è successo nel mondo del lavoro, dove la quarantena forzata ha fatto rivalutare lo smart working, provando un canale di vendita diverso potresti accorgerti che ci sono molte possibilità che anche in condizioni “normali” non stai cogliendo. Ecco che avremo trasformato un evento dannoso in un’opportunità

6. CERCA DI RIENTRARE DEI CREDITI

In questo momento hai bisogno di liquidità, quindi cerca di rientrare dei soldi che i tuoi debitori ti devono, approfitta magari di un po’ più di calma per dedicarti a questa attività.

7. L’IRONIA NON GUASTA MAI..

Possiamo abbatterci e piangere sulle nostre sfortune o possiamo reagire con la forza e l’ironia che solo il popolo italiano sa tirare fuori davanti alle difficoltà, prendiamo esempio dal ristoratore ascolano che ha esposto questo cartello e battiamo il virus a colpi di birra!

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