Come sta andando la ripresa?

Stiamo vivendo un momento di forte discontinuità ed incertezza, non c’è nulla di paragonabile nella nostra storia che ci permetta di fare delle ipotesi di ripresa. Gli operatori del settore ristorazione, stanno quindi facendo del loro meglio per cercare di prevedere il futuro e fare tesoro dell’esperienze passate, perché è innegabile, che comunque questa emergenza covid, qualcosa ci abbia insegnato. Molte sono le nuove sfide che gli operatori si troveranno ad affrontare, spazi ridotti, consumi incerti, nuove norme, clienti da rassicurare, nuove attività da progettare.

Ma come sta andando la ripresa? qual è ora il rapporto dei consumatori con la ristorazione?Condividiamo con voi alcuni dati emersi dalle recenti ricerche.

Secondo NPD, le prime settimane dell’anno avevano fatto registrare consumi sopra la media grazie anche ad un Febbraio generoso da un punto di vista meteorologico. Il mercato si è fermato ovviamente nei mesi di Marzo e Aprile, per poi riprendere nelle ultime due settimane di Maggio. Nella settimana del 25 Maggio la spesa per consumi fuori casa è stata il 51% del valore di inizio anno.
Siamo ancora lontani dal pieno regime e i consumatori sono ancora cauti nei loro comportamenti ma il dato conferma le rilevazioni sul sentiment effettuate durante la chiusura.
Nell’ultima rilevazione di The NPD Group effettuata ad inizio Maggio, 3 intervistati su 4 dichiaravano di sentire la mancanza di Bar e Ristoranti, il 64% dichiarava che mangiare o bere fuori casa sarebbe stata una delle prima cose da fare dopo il lockdown e il 34% avrebbe consumato fuori casa entro le prime settimane.

i dati ci indicano che sul fronte della domanda c’è una crescente voglia di ritorno alle abitudini del fuori casa, seppur accettando modalità di consumo diverse rispetto a prima .

Le rilevazioni di NPD mostrano, infatti, che igiene e sicurezza sono condizione necessarie per le ripresa dei consumi fuori casa. L’80% dei consumatori italiani dichiara che l’igiene dei ristoranti sarà più importante di prima, il 77% preferirà ristoranti che applicano regole severe per prevenire il contagio e il 75% dichiara che preferirà ristoranti che garantiscono la distanza sociale. Alla ripresa i consumatori preferiranno locali di fiducia e vicini alla propria comunità.

Per quanto riguarda la ripresa bisogna guardare alle diverse occasioni di consumo. È verosimile che la spesa fuori casa sia relativa a consumi edonistici ovvero concedersi qualcosa dopo una lunga attesa. Ci vorrà ancora del tempo prima che queste occasioni tornino ad essere delle abitudini. Il consumatore sarà ancora cauto per un po’.

Il mercato ripartirà dalle occasioni più funzionali legate al ritorno alla vita normale come per esempio colazioni, pranzi durante le ore di lavoro o spuntini durante la giornata. Consumi fuori casa necessari facilmente fruibili con il take away o da soli in Bar e Ristoranti.”

Altre indicazioni interessanti ci arrivano da una ricerca di Tradelab

  • Hotel e ristoranti sono percepiti come poco rischiosi. Maggior preoccupazione per bar, discoteche e centri commerciali
  • Si preferiranno locali poco affollati, puliti e che rispettano le norme sanitarie
  • I primi desideri degli italiani fuori casa sono: caffè, pizza e cocktail
  • Per quanto riguarda i consumi, ci sarà più voglia di cibi salutari ma anche di concedersi una “coccola”, uno stravizio
  • Si ricomincerà da una dimensione più intima dell’away from home: un amico, piccolissimi gruppi, il partner
  • Si sceglieranno locali conosciuti con un titolare di cui ci si fida
  • C’è preoccupazione per la situazione economica per 6 italiani su 10, i consumi fuori casa sono irrinunciabili
  • Il food delivery continuerà ad essere utilizzato da 1 utente su 2, anche se in maniera occasionale
  • Gli italiani non vogliono rinunciare alle vacanze, 7 su 10 le faranno

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